Con l'augurio più vivo, che oggi non sia solo una parentesi che vi viene concessa (o peggio che qualcuna si concede) in un tempo che vede le persone considerate solo degli oggetti da sfruttare.
Le "quote rosa" non devono esistere, non debbono essere l'eccezione ma la regola, l'unica quota valida è la parità. Nei numeri come nei diritti e nella considerazione. Ma serve altro. La consapevolezza della propria identità di donna e di uomo come persona che hanno, pur nella loro diversità, nella loro stessa essenza una grande dignità e un immenso valore. Un valore che nessuno, nè il tuo "capo" nè la tua "capa", nè tuo marito o tua moglie, nè i tuoi colleghi possono e devono mettere in discussione. Sapendo però che il rispetto per noi inizia da noi stessi.
Allora l'8 marzo potrà essere veramente una Festa, non solo per le donne ma per tutti.

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